Bende

 

Datazione: agosto 2006


La lama scivolava sul braccio separando la pelle. Un rivo di sangue colava fino alla mano. Dolore leggero irregolare, bruciore fresco. Il coltello continuava. La pelle si apriva leggera liquida viscosa.
Ragnatela rossa. Visioni effimere e perdita dei sensi.

Si svegliò appoggiato al muro, seduto di fronte il lavandino.
Sguardo lievemente offuscato. Capelli appiccicati sulla fronte sudata.
Si alzò: scossoni nel lobo temporale.
Si sciacquò il braccio con acqua fredda: sollievo fluido.
Si sciacquò il viso: acqua tiepida.
Si disinfettò: bruciore acre.
Si fasciò dalla spalla al gomito con divertente maniacale egiziana precisione. Pressione. Formicolio. Sensibilità attenuata.

Strani ricordi balzarono alla mente: invertite le parti niente rimane indifferentemente uguale.
Si affacciò alla finestra: un rigagnolo pesantealtezzoso di suoni liquidi riempiva una striscia di terra. Gli occhi si aprirono. Cielo scurocoperto. Tutto si faceva ombra. Silhouette compatteforti e piccole luci ferme. Tentacoli vegetali si propagavano secchi nello spazio cercandolo con forme diverseillusorie.
All’interno mentale un continuoronzante frusciare di pensieri che si animavano trasformandosi. Veglie di attese. Rapide occhiate ai gesti. Ansia.
Sottile filo di lana conduce all’inesauribile voglia di essere così come ci si presenta: allietatiilarigioiosi in una sorta di malinconia crepuscolare. Conoscitori pieni della propria umanità, che ride presuntuosa.

Rientrò nella stanza. Il grosso specchio mostrava una realtà speculare. Vi si avvicinò fino a scorgersi nitido. Modificò lo sguardo individuando il resto della stanza. Ritornò su di sé. Gli sembrò di essere apparso per la prima volta. In quell’attimo, in quello spazio.

Esperienza passata scomparsa. Unico ricordo bende bianche.

specchio dimensioni complete. movimenti sinuosisensuali mentali. scatti improvvisi regolari contro immagine riflessa-puntofocale-spettatore. allontanamenti alternano volontaria stasi motoria. nascondere ciò che si fa per deglutire meglio.

La notte era umida. Si addormentò avvolto compatto.

 


giafur